Intervista a Valentina Ferraro by Rebecca



Ringraziamo anzitutto questa meravigliosa autrice italiana per aver accettato di rispondere alle nostre domande.




Partiamo con una breve presentazione:


La serie “Matching Scars” edita da Les Flâneurs Edizioni è per ora composta da tre scritti (tutti usciti nel 2016):

1- Scegli me 

Caterina fa parte della Roma “bene”: guida una macchina da snob, frequenta l’università privata più prestigiosa della sua città, il suo ragazzo è un nobile ed è circondata da una realtà frivola che le calza a pennello. O almeno è quello che ha sempre pensato, finché il padre non la convince a trasferirsi a Orlando per frequentare il secondo anno di università alla UCF dove sarà costretta a fare i conti con la sua vera natura. La sua vita verrà stravolta in meno di 24 ore senza che abbia nemmeno il tempo di smaltire il jet-lag. Le basterà posare gli occhi sul bel vicino di casa per rimettere in discussione la sua vita troppo perfetta e già programmata. «Lui è proprio il tipo di ragazzo dal quale devi stare alla larga», l’ammonisce suo padre non appena scendono dal taxi. Già, perché Benjamin Carter ha tutta l’aria del ragazzaccio che fa fare cose stupide alle ragazze intelligenti.
Tutti credono che sia abituato a ottenere quello che vuole: le donne gli cadono letteralmente ai piedi, è il miglior studente del suo corso, ha fondato e canta in un gruppo rock che sta diventando sempre più popolare a Orlando. Cosa potrebbe mai volere di più dalla vita? Eppure manca qualcosa. Manca qualcuno capace di fargli accettare che nella vita non è sempre per forza o tutto bianco o tutto nero, che gli tenga testa, che faccia cadere la maschera dietro la quale si nasconde da tutta la vita, perché è più facile così. E, a quanto pare, quel qualcuno ha due occhi gialli da gatta selvatica e un accento sexy da perdere la testa. Riuscirà a mettere da parte il suo carattere irruente per conquistare la bella straniera che lo tiene a debita distanza e che sembra essere caduta dal cielo proprio nel momento in cui aveva più bisogno di lei?


1.5- The other side (Quello che non vedi)


“Mark, il burlone. Mark, il superficiale. Mark, che non prende mai niente sul serio.”
Mark Carter è, all’apparenza la persona più felice del mondo, sempre sorridente, con la battuta pronta, il bravo-ragazzo, l’amico di tutti, quello educato e razionale. Eppure tutti hanno un lato oscuro, segreti inconfessabili da custodire e paure da affrontare. Mark è il più bravo in assoluto a mascherare i suoi veri sentimenti, finché il dolore diventa troppo forte e il senso di inadeguatezza quasi schiacciante. Ma un incontro inaspettato farà vacillare definitivamente il suo, già precario, equilibrio: Dakota. Lei è pericolosa, sexy e ha tutta l’aria di una che se ne frega del mondo intero. Basterà uno sguardo, un paio di battute al vetriolo e la consapevolezza che niente sarà più come prima dopo averla incontrata per rimettere in discussione tutta la sua vita. Ma se Mark non riesce a vedere la luce in fondo al tunnel, Dakota è consapevole che, per lei, alla fine del tunnel c’è solo un muro spesso fatto di abusi e di dolore. Non può andare avanti e non può tornare indietro. Riuscirà Mark a salvare entrambi o rimarrà coinvolto in quel vortice autodistruttivo capace di trascinarsi dietro tutto, comprese le persone a lui più care?

2-Quanto dura per sempre? 

Quanto dura “per sempre” quando hai solo vent’anni? Quando tutta la tua vita ruota intorno a un’unica persona, cosa succede se la perdi dall’oggi al domani senza una spiegazione, senza nemmeno una parola?
Caterina è tornata a Roma, il suo anno di studi in Florida si è concluso e la sua vecchia vita l’attende a braccia aperte. Una vita che le va ormai stretta, in una città che non le appartiene più da troppo tempo. 
Sono passati due anni da quell’ultima serata passata in riva al mare con Benjamin Carter e, nonostante non abbia mai più avuto sue notizie, il ricordo del ragazzo che ha amato più di se stessa continua a opprimerla. 
Ricominciare da capo non è semplice ma un cambiamento è d’obbligo. È così che inizia l’avventura di Caterina in Canada: lontana da tutti, lontana dai ricordi e pronta a ricominciare una nuova vita. 
Conoscere nuove persone, trovare un lavoro, aprire il suo cuore e lasciarsi andare di nuovo all’amore sembra un’impresa impossibile, finché due occhi nocciola impertinenti la stendono al primo sguardo. 
Mai avrebbe pensato che il suo cuore malconcio avrebbe ricominciato a battere per un altro uomo: eppure eccolo là, Julian Steinfield, elegante, raffinato, maturo; e la desidera più di ogni altra cosa al mondo. 
Ma quando il passato bussa alla porta e ti piomba addosso come fosse un ciclone impazzito, qual è la cosa giusta da fare? Chiudere la porta senza guardarsi indietro o lasciarsi travolgere dalla sua forza?


Ora passiamo alle nostre domande…

 L'intervista

Parlaci di te. Chi è Valentina Ferraro?
Sono una donna di 35 anni, laureata in Giurisprudenza ma con una forte passione per la letteratura e la scrittura. Sono una donna felicemente sposata, con una famiglia fantastica alle spalle, una nipotina adorabile e una cagnolina che mi fa disperare (credo sia la reincarnazione dell’Anticristo!).

Com’è nata la tua passione per la scrittura?
È nata nel 2008, non so bene come o forse semplicemente non me lo ricordo più. Adoravo leggere e un giorno ho acceso il PC, aperto un foglio bianco di word e ho iniziato a scrivere il mio primo romanzo. Una schifezza assoluta, una di quelle cose orrende che non vedranno mai la luce del giorno. Poi ho scritto il secondo, meglio del primo ma ancora una bella schifezza! Immagino che avessi bisogno di maturare un po’ prima di lanciarmi del tutto in questa esperienza e sono contenta di aver aspettato perché quando poi ho scritto Scegli Me ho pensato “okay, proviamoci!”. Crederci senza mollare alla fine ha ripagato.
  
Sei anche una lettrice? Quali sono i tuoi autori e i tuoi libri preferiti?
Adoro le scrittrici americane, tutte. Una in particolare seguo sempre con particolare affetto: Penelope Douglas. Poi mi piacciono in generale i romanzi, adoro il genere distopico, ultimamente un pochino di meno il fantasy (immagino che vada molto a periodi e a fasi della vita). Ultimamente sto scoprendo tantissime autrici italiane che prima non conoscevo, sia self che di CE.


Una curiosità:
Il primo libro è stato dedicato a tuo marito Francesco, il secondo a questa poetica Irene. Ti va di raccontare chi è o che significato ha per te?
Sono contenta che tu mi abbia fatto questa domanda, di solito le dediche vengono lette e lasciano il tempo che trovano. Irene era, è, una delle mie migliori amiche che è venuta a mancare pochi mesi fa in seguito ad una terribile malattia che se l’è portata via nel giro di pochi mesi. Lei era una donna molto forte, una pazza, un’appassionata di letteratura e poesia, una mamma orgogliosa di tre stupende bambine, una figlia capricciosa ma che riempiva le giornate dei suoi cari: insomma con Irene non ci si annoiava mai. Mi manca molto, ho condiviso tantissimo con lei e mi ha insegnato a non mollare mai, che la vita è troppo breve e che il tempo passa  anche se non vogliamo, quindi bisogna darsi una mossa e seguire i propri sogni. Come ho scritto nella dedica, ora me la immagino serena e sono sicura che ha trovato la pace che si merita.

Tutti gli scrittori dichiarano di avere determinate forme di ispirazione per i loro scritti. Qual è stata la tua per la serie “Matching Scars”?
È nata da sola questa storia, come tutte le mie storie. Ho semplicemente iniziato a  scrivere. Poi mi sono fermata e ho delineato la storia. Ricordo perfettamente il giorno che ho iniziato a scrivere Scegli Me, ma non ricordo perché l’ho fatto. Che cosa strana…

Quanto e quando scrivi? Ti capita di emozionarti insieme ai tuoi personaggi?
Scrivo soprattutto da dopo pranzo in poi. Il mio momento preferito, però, rimane la sera. Mi capita di emozionarmi sì, ma soprattutto di sorridere al PC quando rileggo una scena divertente (riformulo: che per me sembra divertente).

La musica è una parte sostanziale dei tuoi scritti. Il processo di scelta delle colonne sonore si svolge partendo dalla canzone o dalle tue parole (in sostanza, scegli prima la canzone o la trovi dopo che è comparsa nella tua mente la scena del romanzo)?
Entrambe. A volte ho una scena in testa e vado a cercare la canzone perfetta, altre volte sento una canzone e mi ispira una certa conversazione piuttosto che una scena, e altre volte invece succede in modo del tutto casuale: sto scrivendo un passaggio e la canzone che sta suonando in quel momento in modalità random diventa la sua.

Ho amato profondamente la trasformazione della protagonista femminile della tua storia (nel primo libro non mi convinceva proprio). Quando è nata nella tua testa sapevi già che un giorno sarebbe diventata la donna che è in “Quanto dura per sempre?” o la sua maturazione è conseguita spontaneamente scrivendo?
Questa trilogia è un percorso di crescita. Per quanto io cambi in continuazione idea mentre scrivo (parto con un’idea e poi magari faccio il contrario) so dalla prima pagina cosa voglio.
Nel primo libro era importante per me descrivere il rapporto di questi due personaggi così diversi, che provengono da due culture e stili di vita agli antipodi, che si incontrano e si innamorano come solo a vent’anni ci si innamora: con tutto il cuore, con una passione e un trasporto che ti lascia senza fiato e con uno sciame di farfalle nello stomaco.
Ma, per quanto questo sia un romanzo, ci tenevo che fosse in qualche modo “reale”, che le persone ci si potessero rispecchiare dentro, che potessero dire “sì, okay, una cosa simile è successa/potrebbe succedere anche a me”.
Il secondo libro ci catapulta in un mondo completamente diverso: due anni dopo, Caterina non è più la principessina viziata, deve rimboccarsi le maniche, ha quasi rischiato di perdere suo padre, ha perso l’amore della sua vita e deve tirare fuori il carattere.
La volevo così: forte, vera e combattiva.
Il terzo libro invece (***SPOILER***SPOILER***SPOILER***) vedrà come protagonista Ben: è arrivato il momento che cresca anche lui se non vuole perdere la sua Cat.
Ti dico la verità, non ho ancora deciso come voglio far finire il libro, non so chi sceglierà alla fine Cat, ma ho bisogno che Ben si trasformi nell’uomo meraviglioso che è destinato a diventare e che Cat abbia tutti gli elementi in mano che le servono per fare una scelta con il cuore e con la testa.

Ben e Julian, due uomini in netto contrasto, diversissimi tra loro. Ti sei ispirata a qualcuno in particolare per la loro creazione? Ma, soprattutto, sei #TeamBen o #TeamJulian (spiegaci anche il perché)?
No, sono il frutto della mia immaginazione. Sono tante persone ma nessuno in particolare.
Sono #TeamBen o #TeamJulian? Bella domanda… credo di essere entrambe. La Valentina matura di 35 anni, sposata, con una carriera, con delle responsabilità è sicuramente più vicina a Julian che non a Ben, sia come modi di fare che come aspettative di vita. Insomma io a uno che sparisce per due anni, razionalmente, farei fare un volo dalla finestra talmente lungo da rispedirlo direttamente in Texas! Dall’altra parte, come mi diceva sempre Irene “tu hai il cuore di una quindicenne” e quel cuore batte solo per Ben. Ben è la parte romantica di tutte noi, il pericolo, la passione, la lite furibonda che finisce con baci appassionati e promesse d’amore eterno.
Come direbbe Cat: Benjamin Carter è fuoco, Julian Steinfield è la quiete dopo la tempesta.
  
Quanti libri sono previsti per questa serie? Ci saranno degli spin-off?
Saranno tre libri e ho scritto solo un breve Spin-Off che vede come protagonista Mark. Una novella breve ma intensa che porta alla luce un aspetto del tutto nuovo del carattere del più piccolo di casa Carter. Mi è piaciuto tantissimo scriverla.
Altri Spin-Off? Top Secret… posso solo dirti che da un mese a questa parte è come se tutti i personaggi del libro mi stessero parlando contemporaneamente, ognuno vuole dire la sua e vuole il suo spazio! C’è un gran casino lì dentro, stanno praticamente facendo una festa e l’ha organizzata Mark! Puoi immaginare la mia confusione.
  
Ti è capitato di ricevere recensioni negative? Come affronti le critiche dei lettori?
CERTO CHE Sì!
La versione ufficiale è: “non si può piacere a tutti. Accetto volentieri le critiche, purché siano costruttive. C’è sempre tanto da imparare nella vita e i giudizi negativi ti rendono più forte e ti insegnano a vivere. Sono grata a tutte le persone che hanno letto il libro, anche a quelle che non lo hanno apprezzato”

La versione ufficiosa è: 

Scherzi a parte: ho ricevuto tanti “consigli” più che critiche e sono stati tutti ben accetti. Cat è troppo viziata (e tu ne sai qualcosa); Ben è un bamboccio presuntuoso; è troppo lungo; troppo ripetitivo; troppi avvenimenti; e mi sta bene tutto, ascolto quello che le persone hanno da dire e ne faccio tesoro, non sempre poi seguo i consigli ma ogni tanto l’ho fatto.
Quello che non sopporto invece è la maleducazione, le recensioni scritte con cattiveria che mirano solo a denigrare il lavoro altrui (e ti assicuro che dietro un romanzo c’è TANTO lavoro) e fatte per mettere in cattiva luce le autrici. C’è modo e modo di dire le cose. Non parlo solo di me, parlo in generale. Anch’io scrivo recensioni per un blog (Romance And Fantasy for Cosmopolitan Girls) e mai, MAI, mi sono permessa di usare parole offensive nei confronti di un romanzo o del suo autore.

Concludiamo con la domanda che tutte le tue lettrici probabilmente ti stanno ponendo:
A quando il prossimo capitolo? Possiamo avere una piccolissima anticipazione?
Non abbiamo ancora una data per l’uscita del terzo, ma comunque prima dell’estate sicuramente. L’unica anticipazione che ti posso dare è che devo ancora finire di scriverlo…





Ti facciamo i nostri auguri più sinceri per la tua carriera letteraria e i complimenti per aver realizzato il sogno di diventare una scrittrice a tutti gli effetti!


Ti ringrazio per questa opportunità e per i complimenti. Non so se posso ancora definirmi una “scrittrice” ma sicuramente farò del mio meglio per migliorare ogni giorno e per realizzare questo mio sogno che è rimasto nel cassetto per troppo tempo.




BUONE LETTURE!