Intervista a Laura Mars by Rebecca



Ringraziamo anzitutto questa fantastica autrice italiana per aver collaborato con noi per questa presentazione. Proseguiamo con il nostro progetto di sostegno alle autrici emergenti nazionali con Laura Mars.

Presentiamo la Bromance Series!

Nel 2013 è uscito il suo primo libro “Le notti non muoiono all’alba”

Sono sette cugini, figli di quattro fratelli dal passato turbolento. Hanno ereditato la passione per le due ruote dai genitori. Sono carismatici e affascinanti, talmente uniti fra loro da decidere di vivere insieme: sono i sette ragazzi Clifford.
Siamo nel quartiere di Astoria, Queens. Ryan, il penultimo dei ragazzi in ordine di età, è appena tornato a casa dopo un lungo periodo trascorso in California, dove si era rifugiato in seguito ad un violento litigio che lo ha diviso da Noah, il suo migliore amico.
Dall’età di sedici anni, Ryan e Noah sono stati inseparabili. Simili nel carattere quanto nell’aspetto, le loro analogie sono tali da renderli persino fratelli agli occhi degli estranei.
Tuttavia, sei anni più tardi, Noah commette un torto che Ryan non può perdonargli, e che decreta la fine della loro viscerale amicizia.
Deluso, tradito, arrabbiato, nonché fermamente intenzionato a riprendere il corso della sua vita, Ryan è deciso a lasciarsi alle spalle quel rapporto ormai irrecuperabile, benché spesso la nostalgia e il ricordo dei bei momenti passati con Noah siano tanto intensi da impedirglielo. A turbare ulteriormente la sua esistenza c’è Nikki, l’esuberante e maliziosa vicina, che non si preoccupa di celargli il suo sfacciato interesse, suscitando in lui un sentimento feroce in bilico fra insofferenza e attrazione. Perché a Nikki, allegra e scapestrata, alla continua ricerca di una figura maschile stabile nella propria vita, Ryan evoca il suo primo grande amore, il solo ragazzo che abbia mai avuto, con la quale è ancora in buoni rapporti, e che altri non è che Noah…

E nel 2017 ecco arrivare l’attesissimo seguito...


Per Ryan Clifford, non esiste niente al mondo più importante di Nikki, la sua spumeggiante e vulcanica ragazza. Per Nikki Barclay, la felicità stessa corrisponde al nome di Ryan, il suo tenero e appassionato fidanzato. Per entrambi, vivere l'uno senza l'altra è ormai semplicemente impensabile. Tutti e due non desiderano che la medesima cosa, ossia costruire una vita insieme. Eppure, proprio mentre i loro progetti per il futuro iniziano a prendere forma, ecco che accade l'imprevedibile: una sera, due perfetti sconosciuti vengono a cercare Ryan, e lo costringono a seguirli. Chi sono? E soprattutto cosa vogliono?
Ryan scopre ben presto che Noah, che un tempo aveva considerato il suo migliore amico, è nei guai fino al collo, e ha bisogno di lui. Suo malgrado, sa che non può voltargli le spalle e abbandonarlo al proprio destino, anche se ciò significa mentire a tutte le persone che gli sono più vicine. Perché di una sola cosa Ryan è assolutamente sicuro: nessuno dovrà mai sapere niente, specialmente Nikki. Ma il timore costante di essere scoperto, nonché il peso di un segreto che diviene ogni giorno più insostenibile rendono Ryan perennemente inquieto, tanto da suscitare sospetti in Nikki, che spinta dal desiderio di scoprire cosa le sta nascondendo, una notte decide di pedinarlo a sua insaputa...



L'intervista

Conosciamo un po’ l’autrice e la sua serie “Bromance”:

Iniziamo con le domande di rito…

Parlaci di te. Chi è Laura Mars? Come mai questo pseudonimo?
Ho 32 anni compiuti da poco,  e sono diplomata in Storia della Moda e del Costume. Adoro il cinema e i libri: guardo almeno un film al giorno, e quando non ho nulla da leggere divento nervosa.
Ho impiegato molto tempo a trovare uno pseudonimo che mi accontentasse appieno. Avevo deciso di mantenere invariato il mio nome di battesimo, ma desideravo accompagnarlo a una parola che rappresentasse la mia personalità. Alla fine la scelta è caduta su Mars, per più di una ragione. Gli occhi di Laura Mars è un vecchio thriller, e mi piaceva l'idea di omaggiare in qualche modo il mio amore per il cinema. Oltretutto Mars, in molte lingue, significa marziano, alieno. Molto spesso è proprio così che mi sento: un'aliena, così diversa dalle persone che mi circondano da chiedermi se provengo davvero dal loro stesso pianeta.

  
Com’è nata la tua passione per la scrittura?
Ad agosto saranno vent'anni esatti. Frequentavo le scuole medie, un periodo purtroppo difficile della mia vita, e la scrittura è stata la mia ancora di salvezza, il mio rifugio. Mi sono creata una specie di universo parallelo in cui mi rintanavo appena potevo, un mondo in cui le cose andavano bene, a differenza di quanto accadeva nella realtà. Conservo ancora i miei scritti di allora, e talvolta mi capita di leggerli: sono storie talmente assurde che non posso fare a meno di ridere! Comunque, dopo essermi lasciata alle spalle quell'esperienza, mi sono accorta che la passione era rimasta. Da allora non ho mai più smesso di scrivere, se non per brevi periodi.

  
Sei anche una lettrice? Quali sono i tuoi autori/autrici e i tuoi libri preferiti?
Non posso dire di avere uno scrittore preferito, ma considero Stephen King uno dei migliori al mondo: è l'unico per cui farei ore di fila, pur di ottenere un suo autografo! It è in assoluto uno dei miei romanzi preferiti, mi è stato di grande ispirazione, così come la sua novella Il corpo. Fra i miei libri favoriti non posso non citare Sleepers di Lorenzo Carcaterra e I ragazzi della 56 strada di S.H. Hinton: se si vuole capire cosa sia davvero l'amicizia, non si può non leggerli. In ogni caso leggo praticamente di tutto, o quasi. Dipende molto dal mio umore: se sono frustrata, nervosa e malinconica preferisco generi come horror e thriller, se invece sono tranquilla e in pace con me stessa non mi dispiace immergermi in un romanzo rosa, o magari in un fantasy.

  
Hai dedicato il primo libro di questa serie a tua sorella. Quanto è importante la famiglia per te?
La famiglia è per me molto importante, e ciò si può chiaramente intuire da ciò che scrivo. Per me famiglia significa esserci sempre l'uno per l'altro, proprio come accade fra Ryan e i suoi parenti. Non so se esista davvero una famiglia del genere, così unita e affiatata, ma sicuramente mi piacerebbe immensamente farne parte.


Tutti gli scrittori dichiarano di avere determinate fonti di ispirazione per i loro scritti. Qual è la tua?
Sicuramente i film: come ho già detto ne guardo moltissimi, di quasi ogni genere, almeno uno al giorno, se posso anche di più. Ovviamente anche la musica e i libri mi offrono spunti interessanti, nonché la vita reale. In quest'ultimo romanzo ho descritto un matrimonio a tema anni cinquanta proprio perché qualche anno fa mi sono enormemente divertita a partecipare a una serata rockabilly organizzata in un locale che frequentavo abitualmente.


Quanto e quando scrivi? Ti capita di emozionarti insieme ai tuoi personaggi?
Purtroppo sono una scrittrice molto incostante: è uno dei miei peggiori difetti. Tendo a distrarmi facilmente, quindi non riesco mai a scrivere più di due o tre pagine al giorno, senza contare che quando sono di cattivo umore non riesco a concludere nulla. Il momento migliore rimane senza dubbio la sera. Ho scritto la maggior parte del libro durante le prime ore del mattino, quando riesco a concentrarmi meglio. Mi emoziono molto spesso assieme ai miei personaggi: a volte, quando ho scritto una battuta che mi sembra divertente, praticamente rido da sola davanti allo schermo!

  
Uno dei temi centrali del tuo primo romanzo è la passione per le due ruote, si tratta di una passione anche tua?
In realtà non è una passione. Non seguo le corse in televisione, sono salita raramente su una moto e non ne ho mai guidata una, né credo lo farò mai. Semplicemente, le due ruote mi ispirano libertà, e mi danno un senso di ribellione, di trasgressione... Senza contare che un bel ragazzo in sella a una moto è una visione irresistibile!


Per la creazione dei protagonisti dei tuoi romanzi ti sei ispirata a qualche attore/attrice o persona esistente? Se si, ci sveleresti quali?
Questa è davvero una bella domanda, e sai perché? Perché praticamente tutti i personaggi dei miei romanzi hanno il volto di un attore! Io sono come la mia protagonista, ossia una cinefila; la mia passione per il cinema e quella per la scrittura sono sbocciate praticamente nello stesso periodo. Quando comincio un nuovo libro mi sento un po' come il direttore del casting di un film e inizio a chiedermi: chi vedrei bene in questo ruolo?
Tornando alla domanda, mi ci vorrebbe una pagina intera per elencare tutti gli attori e le attrici che prestano il volto ai miei personaggi, quindi penso che mi limiterò a citare solo quelli che, nella mia testa, impersonificano i miei protagonisti: Garrett Hedlund è Ryan, mentre Nikki ha le fattezze di Keira Knightley. Un solo personaggio del libro è ispirato a una persona esistita realmente, ossia un ragazzo barbaramente ucciso perché omosessuale, quasi vent'anni fa. La sua storia mi ha colpita a tal punto che ho come sentito la necessità di rendergli omaggio.


Ti è capitato di ricevere recensioni negative? Come affronti le critiche dei lettori?
Finora ho ricevuto poche recensioni negative, ma ho cercato comunque di non prenderla sul personale. Naturalmente è stato tutt'altro che facile. Dietro a un libro c'è tanto lavoro, più di quanto si possa immaginare, e quando le proprie fatiche non vengono apprezzate è praticamente impossibile non restare delusi e feriti. Ma c'è anche da dire che le critiche costruttive aiutano: nel primo romanzo mi hanno fatto notare errori che nel secondo ho fatto di tutto per non commettere, errori che magari da sola non avrei nemmeno notato.


Possiamo avere un’anticipazione su questo nuovo libro in uscita?
Finalmente ci sarà l'atteso confronto fra Ryan e Noah, e verrà svelato più di un mistero, per così dire. Non voglio sbilanciarmi ulteriormente!


Hai in programma di scrivere altri libri al di fuori della Serie Bromance?
Assolutamente sì, ne ho uno che mi ronza in testa ormai da tre mesi, e che muoio dalla voglia di iniziare! Doveva essere una semplice fanfiction, ma mi ha preso così tanto che dopo soli due giorni la storia e i personaggi erano già perfettamente delineati.


Un’ultima domanda…
Sono previsti tre libri per questa serie/trilogia. Esiste già una data per il prossimo? Chi saranno i protagonisti?
Purtroppo non posso dare una data, proprio perché intendo prendermi una pausa dai cugini Clifford. So che questa decisione deluderà tantissime persone, ma adesso sento il bisogno impellente di dare la precedenza a una nuova storia. Ho cambiato addirittura il finale dell'ultimo libro: avrebbe dovuto concludersi in maniera totalmente diversa, ma ho deciso di non lasciare niente in sospeso proprio per non rendere l'attesa dei lettori un inferno. Mi sembrava troppo crudele, davvero! Ryan e Nikki torneranno per l'ultimo capitolo, che comunque avevo già cominciato ad abbozzare, quindi non disperate, perché ho ancora molto da dire su di loro!



Ti facciamo i nostri auguri più sinceri per la tua carriera letteraria e speriamo di leggere presto tanti dei tuoi romanzi!



BUONE LETTURE!