Presentiamo: Ami dagli Occhi Color del Mare di Valerio Sericano




Cari Lettori oggi vi presentiamo "Ami dagli Occhi Color del Mare" di Valerio Sericano


Valerio si è subito rivelata una persona Saggia e Paziente
E' al suo secondo romanzo pubblicato in versione e.book, lui si definisce "esordiente", ma da quelle poche volte che abbiamo parlato, sembra uno scrittore pieno di esperienza

Siamo content, quindi di presentare il suo entusiasmante romanzo!

Subito dopo la copertina troverete i link per acquistare il  romanzo di Valerio. 

Buona Lettura! 


Dove Acquistare ILibro:


Si tratta di un romanzo sentimentale di ambientazione contemporanea e storica che si snoda attraverso le vicende di vita di Giaco, uno studente universitario sognatore e squattrinato che vive nella Genova del nostro tempo.
A questa vicenda si affianca, in una narrazione strutturata a capitoli alternati, la storia di un altro personaggio, Cesco, anche lui giovane e speranzoso ma vissuto in un'epoca diversa da quella del protagonista principale.
Cesco era il bisnonno di Giaco e la sua vicenda è narrata nel viaggio che lo conduce come migrante ventunenne dal basso Piemonte nell'Argentina del primo Novecento, attraverso un’esperienza che lo trasformerà da ragazzotto di campagna in uomo maturo.
Tornando a Giaco, il pronipote, va detto che la realtà di oggi non gli piace molto, ragion per cui cerca di modellarla sui propri sogni con un atteggiamento molto personale ma anche un po’ naif. I risultati sono piuttosto deludenti finché il ragazzo inventa dal nulla una storia virtuale con una coetanea giapponese, iniziata via internet di fronte allo schermo di un computer, creando un rapporto a distanza che si trasforma con il passar del tempo in qualcosa di concreto, tanto da convincere i due ragazzi ad incontrarsi sul serio.
Giaco vola in Giappone e ne nasce una vera storia d’amore che purtroppo deve scontare il problema delle distanze. Pur con qualche difficoltà, la relazione va avanti in maniera virtuale fino ad un secondo viaggio, interrompendosi bruscamente in seguito alle conseguenze dello sconvolgente tsunami abbattutosi sulla costa orientale giapponese l'11 marzo 2011, evento vissuto da Giaco in prima persona.
Tornato in Italia, il giovane riprende a vivere, faticando a cancellare dalla mente il ricordo traumatico dell'avventura giapponese, filtrando le nuove esperienze di vita attraverso il ricordo della tragedia vissuta e di quell'amore perduto, finché non scopre casualmente un plico di vecchie lettere sepolte in soffitta, grazie alla quali giunge a conoscenza delle esperienze del proprio bisnonno, narrate fino a quel momento all’interno del romanzo parallelamente alla storia contemporanea.
Le due vicende finiscono per intrecciarsi fra loro nel momento in cui le lettere rivelano a Giaco l'esistenza di un'intensa storia d'amore che Cesco aveva vissuto durante gli trascorsi in Argentina, una storia cui il giovane di oggi si appassiona molto.
Pur continuando a vivere gli amori e le esperienze di vita del proprio presente, attraverso indagini personali e casualità fortuite, Giaco scopre particolari sempre nuovi legati alle vicende di quella vecchia storia, provando attraverso il suo animo sensibile anche una tenue infatuazione per la figura della ragazza argentina amata dal proprio bisnonno, fino a giungere alla scoperta di un'amara verità riguardante quell’antica e appassionante storia d’amore.
Contemporaneamente, le sue vicende di vita mostrano curiose analogie rispetto a quelle vissute dal bisnonno, quasi come stesse vivendo le proprie esperienze di riflesso a quelle del suo antenato. Giaco non capisce se quelle similitudini sono reali o solamente frutto di coincidenze rilevate dalla propria fervida immaginazione, finché il finale della storia, per lui emotivamente molto forte, gli rivelerà un messaggio che pare veramente giungergli dal passato...
Sotto un certo aspetto le vere protagoniste del romanzo sono le lettere che i vari personaggi si scambiano tra loro dalle diverse sponde degli oceani, siano esse le attuali e-mail oppure gli antichi fogli di carta che rivelano a Giaco le vicende argentine del bisnonno.
I capitoli dedicati alla storia di Cesco sono collocati nell’Argentina degli anni Dieci del Novecento, descrivendo un mondo poco conosciuto che spesso coincide con le esperienze realmente vissute da molti dei nostri nonni o bisnonni, mentre i legami evidenziati tra il presente e il passato ci ricordano che le nostre attuali esistenze sono intrise degli eventi vissuti dalle generazioni che ci hanno preceduto e condizionate dalle scelte effettuate.
Per tale motivo, un'altra chiave di lettura potrebbe essere quella della saga familiare, seppur narrata tra le righe e presente solamente come elemento di congiunzione della storia, la quale vede protagonisti i personaggi di Giaco e Cesco in un curioso parallelismo tra presente e passato.
Il filo rosso che unisce fra loro tutti i capitoli, quantomeno nelle intenzioni, è il gioco delle emozioni vissute in prima persona dai personaggi delle due diverse epoche nel corso delle loro esperienze amorose e di vita. Seguendo le vicende narrate nelle pagine del romanzo è possibile compiere un viaggio attraverso il tempo e all’interno dei diversi mondi presentati nella storia, rivivendo nel proprio intimo i sogni, le paure, le ambizioni, gli amori e le speranze dei diversi protagonisti, sia quelli del mondo contemporaneo, sia quelli del passato.


 Nato a Novi Ligure l'8 marzo 1962, vi risiedo tuttora. La mia data di nascita, da molti anni ormai associata alla festa della donna, se da giovane potevo percepirla come motivo di dileggio, è diventata con il trascorrere del tempo un vanto personale associato alla consapevolezza di essere nato in un giorno veramente speciale, perché in quella data vengono festeggiate le persone più importanti della nostra vita, madri, sorelle, compagne, amiche, figlie.
Adesso non mi offendo più se mi regalano una mimosa al compleanno, anzi mi fa piacere...
Per diversi anni ho fatto attività ciclistica a livello amatoriale, specializzandomi nelle gare di lunga distanza. Si è trattato di un'esperienza importante perché mi ha insegnato a tirar fuori da me stesso l'energia necessaria a capire che nessun traguardo è impossibile se accompagnato da una decisa forza di volontà.
Forse anche per questo mi sono iscritto ad un corso universitario in età non più molto verde, ottenendo presso l'Università di Genova una laurea in storia moderna e contemporanea con il massimo dei voti discutendo una tesi sul nazionalismo di fine XIX secolo a Trieste e nella Venezia Giulia.
L'esperienza e il mondo universitario mi piacevano molto, anche perché vivere a contatto con i giovani mi faceva sentire giovane a mia volta, ma ho interrotto la frequentazione universitaria perché nel frattempo sono stato come risucchiato in un mondo lontano e pieno di fascino, quello del Sol Levante. Da sempre appassionato alle culture orientali ho intrapreso alcuni viaggi in Giappone abbandonandomi alla scoperta di quel mondo magico e così particolare, tanto da riuscire a portarmene un pezzettino in Italia sotto forma della mia attuale dolce metà, vera musa ispiratrice della mia modesta attività letteraria.
Ho sempre sentito il bisogno di scrivere nella mia vita, dalle esperienze adolescenziali scarabocchiate su un quaderno di scuola passando per l'anno di naia fino a giungere alla trascrizione delle sensazioni provate durante le corse ciclistiche. Se mi volto indietro vedo che la mia vita è tutta racchiusa in un lungo diario.
Solo di recente ho tuttavia cominciato a scrivere qualche racconto, scoprendomi dotato di una fantasia che neppure sospettavo lontanamente di avere. Avere una fantasia smisurata non significa tuttavia essere automaticamente un bravo scrittore, perché è una qualità che va imbrigliata, domata e incanalata nella giusta direzione, altrimenti rimane fine a se stessa e non conduce a nulla di concreto. Lo scorso anno ho provato per scherzo a scrivere un romanzo, rendendomi conto di riuscire a creare personaggi che mi piacevano tanto da sembrarmi vivi. Così ho provato la strada della pubblicazione, scoprendo che gli editori sembravano interessati alle cose che scrivevo. 
Ciao Valerio, anzitutto ti ringrazio per aver scelto il nostro blog, per pubblicizzare i tuoi scritti. Ne siamo davvero onorate.

Allora, cominciamo questa piccola intervista per conoscerci meglio, ma soprattutto per farti conoscere e approdare nel magico mondo dei lettori.

1) Questa tua passione per la scrittura è nata in modo particolare?
Ho sempre amato scrivere, ma solo da poco tempo mi sono dedicato ai romanzi. Questa passione mi è nata quasi per scherzo dopo aver provato a inventarmi una storia, scoprendo che i personaggi che avevo creato sembravano dettarmi loro stessi le azioni e la trama del romanzo. È stata un'esperienza bellissima e da allora non ho più smesso di scrivere
2) Cosa provi quando scrivi?
In quanto sognatore per eccellenza ho trovato nella scrittura un mondo dove posso estraniarmi dalla realtà quotidiana creando un universo tutto mio dove accade solo ciò che desidero io. Come sensazione capisco possa apparire un poco delirante, ma è piacevole. La difficoltà consiste nel riuscire a portare questo mondo all'esterno, a contatto con i potenziali lettori, perché il piacere di creare universi immaginari rimane fine a se stesso se non si riesce a coinvolgere le altre persone, comunicando loro le proprie emozioni. Non si tratta di un esercizio facile, perché esternare ciò che si prova nell'intimo richiede capacità comunicative particolari, ma in fondo è questa l'essenza di ogni tipo di arte: riuscire a trasmettere all'esterno le proprie emozioni
3) Che effetto ti fa sapere che quel che hai scritto verrà letto da tanta gente?
Magari! Inizialmente quest'aspetto funge da freno inibitore, perché chi comincia a scrivere solitamente è molto autoreferenziale, dunque l'esercizio della scrittura per un esordiente significa mettersi a nudo. Si tratta quasi come lasciare aperta porta di casa, con il rischio che possa entrare chiunque e all'inizio fa un certo effetto. Con il trascorrere del tempo ci si abitua, anche se non è certamente facile
4) Anche se questa può sembrarti una domanda paradossale:
Preferisci leggere o scrivere?
Da ragazzo leggevo tantissima fantascienza, tutto quello che mi capitava a tiro. Poi sono passato a leggere un po' di tutto, dai classici alla narrativa contemporanea, senza distinzioni di genere. Non amo le catalogazioni, perché nel mio modo di vedere le cose esistono solo libri che piacciono e libri che non piacciono. Scartare un libro a priori perché appartenente a un certo genere significa privarsi potenzialmente di una buona lettura a causa di un preconcetto, e questo proprio non è nelle mie abitudini. Preferisco scegliere le mie letture in base alla trama e alle sensazioni personali
Non è paradossale la domanda, anzi è molto importante. Preferisco scrivere, ma solo perchè l'esperienza di lettore l'ho già affrontata, essendo quella che mi ha permesso di poter cominciare a scrivere. Ovviamente non si può mai smettere di essere anche lettori, ma la voglia di scrivere mi è nata soprattutto nel momento in cui ho iniziato frequentemente a chiedermi se il romanzo che stavo leggendo l'avrei scritto nella medesima maniera dell'autore o se invece avrei cambiato qualcosa nella trama o nei personaggi. Quando ho iniziato a trasformare ogni lettura in un esercizio creativo ho capito che dovevo provare a scrivere qualcosa di mio. Leggere gli altri rimane tuttavia sempre molto importante, Fondamentale per tutti
5) Che genere di narrativa preferisci?


Da ragazzo leggevo tantissima fantascienza, tutto quello che mi capitava a tiro. Poi sono passato a leggere un po' di tutto, dai classici alla narrativa contemporanea, senza distinzioni di genere. Non amo le catalogazioni, perché nel mio modo di vedere le cose esistono solo libri che piacciono e libri che non piacciono. Scartare un libro a priori perché appartenente a un certo genere significa privarsi potenzialmente di una buona lettura a causa di un preconcetto, e questo proprio non è nelle mie abitudini. Preferisco scegliere le mie letture in base alla trama e alle sensazioni personali


6) Il tuo scrittore preferito? Perché?
Lo scrittore che ho amato di più è stato senz'altro Ernest Hemingway, di cui mi piace la genialità e lo stile, ma non sono in grado di dirne il motivo. Giudico le buone letture soprattutto sulla base delle emozioni suscitate, le quali non sono catalogabili. Un altro autore al quale sono molto affezionato è Gabriel Garcia Marquez, soprattutto per il suo “Cent'anni di solitudine”. Di recente sono rimasto scioccato leggendo in un forum l'opinione di una lettrice che ne diceva peste e corna sconsigliando a tutti di leggerlo. Se a me non piace un autore ritenuto universalmente un genio, lo ammetto ma non ne faccio un vanto, anzi lo considero un limite mio e cerco di capire il motivo per cui non sono in grado di apprezzarlo. Rimango sbigottito e disgustato da questo tipo di atteggiamenti purtroppo sempre più frequente, soprattuto perché ritengo la mancanza di umiltà uno dei difetti peggiori
7) Il tuo libro preferito? Perché?

Addio alle Armi, proprio di Hemingway, capace di suscitarmi emozioni talmente forti da non essere assolutamente in grado di descriverle. È un libro che mi ha trapassato da parte a parte senza alcuna pietà. Solo una persona nettamente fuori dal comune poteva scrivere qualcosa del genere
8) Quanto tempo dedichi, in media alla scrittura e alla lettura?

Scrivo solo se mi sento ispirato. In un anno ho scritto cinque romanzi, forse avevo un po' di arretrato... Adesso credo mi prenderò una pausa, soprattuto per cercare di correggere e revisionare al meglio ciò che non ho ancora pubblicato, ma soprattutto per dedicarmi al tentativo di promuovere i due lavori già pubblicati. Che poi per me è la cosa più difficile perchè non mi sento assolutamente portato per questo genere di attività
9) Nel tuo libro è presente una Play List? Se si, vuoi condividerla con noi?

Posso dire di avere una mia scaletta musicale, perché la musica mi aiuta moltissimo nella scrittura, soprattutto nella ricerca dell'atmosfera giusta da cui trarre l'ispirazione per trasferire le emozioni in parole.
Però non ho una playlist votata a un genere unico. Ascolto le canzoni che più mi piacciono in quel determinato momento ripetendole fin quasi alla noia...
"Questa è la sua play list su spotify: https://open.spotify.com/user/11100382107/starred"



10) Come ci hai conosciuto? Cosa pensi di Noi?


Ho scoperto il vostro blog facendo una ricerca sul web, ma vi ho scritto su viva raccomandazione di un'amica autrice che mi ha parlato molto bene di voi avendovi già conosciuto. Dando un'occhiata ai contenuti mi sento di darle pienamente ragione, perché il vostro blog mi piace molto e sarei felice di entrare a far parte dei vostri autori.




*Vuoi anche tu presentare il tuo libro? Clicca qui (http://riflessidilibriit.blogspot.it/search/label/%E2%9E%82%20Presentiamo), e inviaci tutto il materiale.
TAspettiamo