Presentiamo: Non Succederà Più di Cosimo Scarano



Cari Lettori  vi presentiamo: "Non Succederà Più" di Cosimo Scarano

Cosimo è un giovane scrittore di 27 anni che da qualche mese ha pubblicato il suo primo libro sia in Italia che all'estero, infatti il suo libro ha visto la luce in Brasile, Portogallo, Angola e Capo Verde l'edizione in lingua portoghese dello stesso (Nuca mais vai acontecer, Chiado Editora).
Buona Lettura! 
Siamo davvero pronti ad affrontare tutto quello che la vita ha in serbo per noi? Come in un percorso ad ostacoli, arriva per ognuno il momento di superare qualcosa di estremamente difficile, quasi impossibile. É il caso di Nico, giovanissimo ragazzo che vive in un paesino del sud Italia: animato da quell'incoscienza di cui solo i giovani carpiscono l'essenza, si ritrova improvvisamente faccia a faccia con le conseguenze causate dalle sue azioni quando il destino deciderà di bussare alla sua porta. Davanti alla richiesta di assumersi delle responsabilità che lo trascinerebbero nel mondo duro e caotico degli adulti, il ragazzo non trova il coraggio necessario e si rifugia in un contorto labirinto di scuse traballanti e finte soluzioni. Accuse, tragedie, fughe affannose e ritorni prevedibili; nel mezzo di un'esistenza che si frantuma in mille pezzi e non riesce più a ritrovare un motivo per ripartire, Nico sembra recuperare per un attimo la tranquillità perduta in un amore non troppo perfetto. Ma anche questa si rivela solo una breve illusione: nel momento in cui tutte le domande troveranno una risposta e le certezze saranno spazzate via, a Nico non resterà che affrontare la dura realtà e andare incontro ai fantasmi del suo passato. Mai del tutto scomparsi.
Dove Acquistare ILibro:
"Ho scritto questo libro durante gli ultimi anni di università: durante il mio corso di studi in Economia e Finanza mi accorgevo sempre più che non era quella la direzione che volevo dare alla mia vita. Così, tra un esame e l’altro, cominciai a delineare prima nella mia mente, poi su carta, questo romanzo. All’inizio si trattava di scrivere per evadere dalla realtà dei numeri, che sentivo troppo opprimente e triste, poi pian piano ho capito che non potevo davvero farne a meno. Scrivere è una terapia, la strada per la salvezza nei momenti in cui nulla sembra andare come deve e non si riesce a trovare la via d’uscita da una situazione scomoda in cui ci si è cacciati. Una medicina per l’anima, la finestra da cui filtra un po’ di luce in una stanza buia, un pensiero felice che porta sollievo in una giornata storta: ecco cos’è per me la scrittura. Dopo aver conseguito la mia laurea ho cercato in tutti i modi possibili di inseguire questo mio sogno, di vedere un giorno il mio libro pubblicato. Grazie ad un’esperienza di volontariato in Brasile sono entrato in contatto con una casa editrice portoghese che ha accettato di pubblicare il mio libro in Brasile, Portogallo, Angola e Capo Verde (in lingua portoghese), poi nel 2015 finalmente la pubblicazione in Italia grazie alla casa editrice Algra che ha creduto nel mio romanzo."














Ciao Cosimo, anzitutto ti ringrazio per aver scelto il nostro blog, per pubblicizzare i tuoi scritti. Ne siamo davvero onorate.

Allora, cominciamo questa piccola intervista per conoscerci meglio, ma soprattutto per farti conoscere e approdare nel magico mondo dei lettori.

Questa tua passione per la scrittura è nata in modo particolare?
Scrivo realmente da quando ne ho memoria, per cui non c’è stato un avvenimento particolare che mi ricordi l’inizio di questa mia passione. Scrivere per me è davvero una cosa del tutto naturale, un bisogno quasi fisiologico che mi accompagna ogni giorno, attraverso tutte le tappe della mia vita. 

Cosa provi quando scrivi?
Scrivere mi porta in un’altra dimensione, in un mondo dove ho il pieno controllo su ogni cosa e dove l’unica incognita sono io, con la mia fantasia, i miei turbamenti e le mie emozioni. Non è sempre una sensazione di benessere quella che provo mentre scrivo qualcosa, ma riesco ad avvertire distintamente la tensione, lo sforzo fisico e mentale che porta poi alla produzione di un testo. A lavoro terminato, sono tante le “tracce” di questo processo che ti restano addosso, quasi come delle cicatrici. 

Che effetto ti fa sapere che quel che hai scritto verrà letto da tanta gente?
Un effetto molto strano: quando scrivo, mi sembra di farlo sempre solo ed esclusivamente per me…il “problema" nasce poi quando quello che ho scritto deve per forza di cose finire nelle mani di altre persone. Non è stato facile decidere di pubblicare il mio romanzo, non mi sentivo mai pronto per questo passo così importante: uno scrittore non è mai totalmente soddisfatto delle sue produzioni, e l’idea di mandare un testo imperfetto ad un editore o di darlo i pasto ai lettori con la paura che sia in realtà una schifezza, è un grosso ostacolo da superare. Io personalmente sono riuscito a superare questa paura solo dopo mesi di riflessioni e confrontandomi con altri scrittori; quando scopri che questa reticenza a vedere la propria creatura passare in mani estranee è in realtà un sentimento molto comune, provi a metterti il cuore in pace. Il tuo libro potrà anche non piacere a tutti, ma non lo sai mai finchè non glielo fai leggere. 

Anche se questa può sembrarti una domanda paradossale: 
Preferisci leggere o scrivere?

Non si tratta assolutamente di una domanda facile e la risposta è tutt’altro che scontata: per me le due cose sono difficilmente scindibili, perché faccio quasi sempre entrambe le cose contemporaneamente. Quando comincio a scrivere un testo, magari dopo un certo periodo di inattività, mi serve molto iniziare prima di tutto a leggere qualcosa, per riprendere confidenza con certi meccanismi, certe sensazioni che si provano durante la lettura di un bel libro e rimettono in moto nella tua testa i circuiti delle emozioni che ti portano poi a scrivere qualcosa di valido. Non si può scrivere bene, se prima non si legge bene; è davvero una cosa che non si può evitare se si vuole intraprendere seriamente la carriera da scrittore. 

Che genere di narrativa preferisci?
Leggo praticamente di tutto: dai romanzi storici ai gialli, dai grandi classici agli autori contemporanei, dai libri di poesia ai romanzi di formazione. Non so indicare un genere preferito, né un autore che prediligo più di altri, ma tanti bei libri, tanti autori incredibili che costituiscono il mio background letterario e a cui punto come modelli nel momento in cui decido di scrivere qualcosa di mio. 

Il tuo scrittore preferito? Perchè?
Come già detto, non è molto facile per me rispondere a questa domanda, quindi penso che la cosa più giusta da fare sia stilare una breve lista che comprenda almeno alcuni degli autori e dei libri per me fondamentali. Mi piace molto Dostojevski, per il modo in cui ci fa entrare nella psicologia dei suoi personaggi: pensare che sia vissuto prima di Freud e delle sue scoperte, me lo fa amare ancora di più, con uno stile che non annoia mai e la volontà di arrivare fino al fondo delle questioni, senza risparmiarsi nulla. Un altro autore che apprezzo molto è David Grossman, di cui mi colpisce molto il modo di raccontare le storie, mai banali, per nulla facili, piene di verità che per quanto possano sembrare scontate riescono a lasciare il segno ogni volta che ci capita di leggerle. Il suo “A un cerbiatto somiglia il mio amore” è un capolavoro assoluto di concentrazione di sentimenti tra le pagine stampate di un libro: solo al ricordo di certi passaggi, mi vengono ancora i brividi. A completare la terzina, aggiungerei Saramago: è stata una scoperta piuttosto recente ma folgorante. Il mondo che ricrea nei suoi libri, a tratti fantastico, onirico, ci regala delle storie al limite del reale che tuttavia siamo portati a credere come perfettamente plausibili, di certo possibili in un mondo tanto strano come quello in cui viviamo ogni giorno. Un grande maestro della parola, un esempio per chiunque si occupi di scrittura. 

 Il tuo libro preferito? Perchè?
Ricollegandomi alla domanda precedente, sono: 
-Dostojevski - “I fratelli Karamazov”, per il modo in cu affronta temi davvero profondi e spirituali senza paura, solo con la volontà di arrivare a quella verità che può rivelarsi a tratti sconcertante: il discorso di Ivan Karamazov sulla religione e sul potere temporale della Chiesa è stato capace di togliermi il sonno per un paio di notti. 
- D. Grossman - “A un cerbiatto somiglia il mio amore”, mi ha fatto commuovere più volte, come mai nessun altro libro letto in precedenza; è una discesa crudele negli inferi dell’animo umano, con tante occasioni di speranza e la voglia di riscatto che fa da sottofondo a tutta la vicenda. 
- J. Saramago - “Cecità”, è una critica feroce alla società, un racconto senza censure di un mondo in cui tornano a prevalere gli istinti animali dopo che tutta la popolazione sulla terra perde la vista per un misterioso motivo. In un contesto in cui nessun limite o valore sembra più reggere, un gruppo di persone coraggiose saprà mantenere una certa dose di umanità, mantenendo così viva la speranza di un mondo altrimenti perduto per sempre. 

Quanto tempo dedichi, in media alla scrittura e alla lettura?
Praticamente tutto il tempo libero a mia disposizione, appena ho un momento da dedicare a queste attività, lo faccio senza esitazione. Si tratta di ritagliare un lasso di tempo, ogni giorno, da dedicare a questa passione: se riesco a trovare almeno un paio d’ore al giorno per farlo, posso ritenermi ampiamente soddisfatto. 

Nel tuo libro è presente una Play List? Se si, vuoi condividerla con noi?
No, c’è solo un riferimento ad una famosa canzone dei Coldplay (“Viva la vida”) in cui c’è una strofa che ho ritenuto adatta a descrivere lo stato d’animo del mio protagonista in un preciso momento della storia. 

Come ci hai conosciuto? Cosa pensi di Noi?
Ho scoperto dapprima la vostra pagina FB, su indicazione di un’amica e poi cliccando volta per volta sui link ho potuto conoscere il blog nella sua interezza: il lavoro che svolgete è degno di nota e un tale servizio di diffusione della cultura in questo Paese che è l’Italia, è sicuramente da lodare. Inoltre, apprezzo molto l’opportunità che date ad autori emergenti come me di farsi conoscere e diffondere i propri libri. Sappiamo bene che si tratta di un mondo non facile in cui tentare di farsi largo, ma anche grazie al supporto di piattaforme come la vostra, si tiene viva la speranza di poter realizzare un sogno. Nel mio caso, quello di portare tra le mani di quanti più lettori possibili il mio primo romanzo. Ed anche i prossimi…;)

LIBRO PREFERITO CONSIGLIATO “A un cerbiatto somiglia il mio amore”, di David Grossman. Ma è solo uno dei tanti libri che amo..